LA SCACCHIERA DEL KAN ( serie: "Le Città Invisibili" di Italo Calvino) Colori acrilici su tela 50x70 cm.

M.Elena Di Lascio
Tornando dalla sua ultima missione, Polo trovò il Kan che lo attendeva davanti a una scacchiera. Con un gesto lo invitò a sedersi di fronte a lui e a descrivergli, col solo aiuto degli scacchi, le città che aveva visitato. Pensò:" Se ogni città è come una partita a scacchi, il giorno in cui arriverò a conoscerne le regole possiederò finalmente il mio Impero, anche se mai riuscirò a conoscere tutte le città che contiene". Kublai era un attento giocatore di scacchi. Ma adesso era il perchè del gioco a sfuggirgli. Il fine di ogni partita è una perdita o una vincita: ma di cosa?.... A forza di scorporare le sue conquiste per ridurle all'essenza, Kublai era arrivato all'operazione estrema: la conquista definitiva, di cui i multiformi tesori dell'Impero non erano che involucri illusori che si riducevano a un tassello di legno piallato: il nulla . [ Per "attualizzare" le figure di Marco Polo e del Gran Kan mi sono ispirata ai colori e a ad alcune figure del film Matrix ]

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